Cavallo Berbero, animale mitico o mito equino (parte 3)
Verso un modello da parata
Per una montatura da parata, la funzionalità è secondaria; il cavaliere non ha più bisogno di un atleta ma vuole semplicemente mostrare la sua ricchezza. Per questo motivo deve possedere un cavallo grande, quasi obeso. Le foto datanti la fine del XIX° secolo e l’inizio del XX° mostrano un cavallo totalmente diverso dal cavallo di Fantasia d’oggi. Si passo’ da un altezza di 1,50 mt al garrese a 1,60 o 1,70 mt, il peso di conseguenza aumento’ a causa di membra appesantite. Si passò da un maratoneta ad un lottatore di sumo in una cinquantina di anni. Con quali mezzi? L’alimentazione? Sicuramente ha giocato un ruolo importante. La disponibilità alimentare non ha mai cessato di migliorare permettendo un vero surplus al cavallo da Fantasia e dal regime orzo-paglia-fieno si sono aggiunti la polpa di barbabietola, il grano, la soia. La selezione dei riproduttori ha ugualmente giocato un ruolo. Ma la selezione e l’alimentazione non possono essere le sole a spiegare un tale cambiamento. Un altro fattore è interventuo: l’incrocio con delle razze straniere, quindi razze da traino. Questo spiega quello che si incontra oggi sui cavalli da Fantasia che presentano membra e incollature tipiche del Percheron. Gli stalloni da traino bretoni sono stati largamente utilizzati; altri cavalli, spagnoli, portoghesi, frisoni, hanno partecipato a questa diversità.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
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